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Venezia in tre giorni PDF Stampa E-mail

Chi a Venezia ci viene per tre giorni, può percorrere l'itinerario panoramico della città, utilizzando anche i mezzi pubblici.

Nei tre giorni di visita, all'itinerario classico si può associare un itinerario alternativo, quello di una Venezia non troppo conosciuta, ma certo più autentica e genuina.

Si può chiudere in bellezza con una escursione presso le isole dell'estuario veneziano, alla scoperta della Venezia del vetro, dei pescatori, della storia più remota e affascinante. 

1° giorno

Giro panoramico della città

Canal Grande - San Marco

Da Piazzale Roma si può prende un vaporetto della linea 1 e percorrere tutto il Canal Grande fino a piazza San Marco. Il Percorso dura circa un'ora.

Da Piazza San Marco si può visitare il pittoresco Bacino Orseolo, il parcheggio delle gondole, e da qui proseguire verso campo San Luca. A San Luca ci si può fermare a prendere un caffè da Rosa Salva, famosa pasticceria veneziana, quindi procedere in direzione Rialto.

Rialto - Campo San Polo - Campo San Tomà

Rialto è sede del mercato ortofrutticolo e del pesce. In Erbaria, dove un tempo c'era il mercato all'ingrosso, ora ci sono numerosi locali dove mangiare o sorseggiare un aperitivo, con splendida vista sul Canal Grande.

Da Rialto si prosegue verso campo San Polo, immenso e gioioso, e passando per calle dei Saoneri, si giunge alla Casa museo di Carlo Goldoni (San Polo, 2794 - 30125 Venezia).

Infomazioni

Dalla Casa di Goldoni si procede verso campo San Tomà e da lì in pochissimi minuti si raggiunge campo dei Frari.

Chiesa dei Frari e Scuola Grande San Rocco

In campo dei Frari si può visitare la splendida chiesa e la Scuola Grande San Rocco, che conserva numerose opere del Tintoretto.
Da campo San Rocco si procede quindi in direzione di Piazzale Roma e da lì in pochissimi minuti si giunge dell'hotel.

2° giorno

Alla scoperta della Venezia minore

Sestiere di Cannaregio

Il Ghetto - Campo Sant'Alvise - Chiesa della Madonna dell'Orto – Campo dei Mori - Chiesa dell'Abbazia della Misericordia - Chiesa di Santa Maria dei Miracoli
Il Ghetto di Venezia

Da Piazzale Roma si va in direzione Santa Lucia, dove si trova la stazione dei treni, e da lì si prosegue lungo Lista di Spagna e si supera Campo San Geremia.

Si attraversa il ponte delle Guglie, inconfondibile con i suoi 4 pinnacoli posti alla base dei corrimano, e giunti dall'altra parte del canale girate a sinistra, lungo la Fondamenta Pescheria o di Cannaregio.

Dopo qualche metro, sulla destra, trovate un sottoportico, che vi conduce in calle del Forno. State entrando nel Ghetto di Venezia.
Qui vi inviatiamo a osservate le case, altissime e affollatissime. A voi scoprire il perché...

In Ghetto potete vistare le sinagoghe e il Museo Ebraico.

Il Museo è aperto tutti i giorni tranne sabato e festività ebraiche, 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio.

Orario

  • dal 1 ottobre al 31 Maggio, dalle 10.00 alle 16.00.
  • dal 1 giugno al 30 settembre, dalle 10.00 alle 19.00.
  • Visite guidate alle sinagoghe si effettuano ogni mezz'ora a partire dalle 10.30.

Informazioni

Campo Sant'Alvise

Dal campo del Ghetto Nuovo fate il ponte e girate a destra in Fondamenta degli Ormesini.
È una zona molto poplare e tipicamente veneziana. Gustatene il sapore e perdetevi tra le calli laterali. Scoprirete un mondo che pochi conoscono.

Girate a sinistra in calle de la Malvasia, quindi prendete calle del Capitello e attraversate il ponte di legno. Vi trovate in campo Sant'Alvise con la splendida chiesa a pianta basilicale, costruita a semplici moduli gotici.
La facciata è semplice ed essenziale, con il portale in pietra d'Istria.

All'interno, tre dipinti di Giambattista Tiepolo eseguiti tra il 1737 e il 1740: l'Incoronazione di spine e la Flagellazione, sulla navata destra, la Salita sul monte Calvario su una parete del presbiterio.

Degno di nota è il barco, il coro pensile, sostenuto da due colonne filiformi e barbacani gotici.

Chiesa della Madonna dell'Orto

Visitata la chiesa, ritornate sui vostri passi, rifate il ponte di legno e la calle del Capitello fino a raggiungere la Fontamenta della Sensa. Qui girate a sinistra e percorrete la fondamenta fino a che non incontrate calle Loredan, alla vostra sinistra.
Prendetela e alla fine girate a destra in calle Larga Piave. Da qui scorgerete una meraviglia dell'architettura gotica veneziana: la chiesa della Madonna dell'Orto.

La facciata e il chiostro sono della seconda metà del Quattrocento, le statue degli inizi del Cinquecento.
Dello stesso periodo il campanile a cupola, completato nel 1503.

All'intreno un florilegio di opere di pittori e scultori straordinari: Jacopo Tintoretto, sepolto nella navata destra e il cui busto in legno è opera di Napoleone Martinuzzi, Giovanni Battista Cima da Conegliano, Giovanni di Paris Bordone, Jacopo Palma il Giovane, Tiziano Vecellio, Giovanni Bellini, e moltissimi altri.

Campo dei Mori

Visitata la chiesa, vi suggeriamo di riprendere la fondamenta e dopo pochi metri, di attrarsare il ponte che trovate sulla destra e che vi conduce in campo dei Mori.

Il campo dei Mori è noto per due motivi: qui si trovano la casa in cui abitò Jacopo Tintoretto e la casa dei Mori, da cui il campo prende il nome.

All'angolo di un palazzo noto col nome di Palazzo del Cammello, sulla vostra sinistra, noterete la splendida statua di tre mori.
La tradizione racconta che i tre mori fossero i fratelli Mastelli, provenienti dalla Morea, il Peloponneso.

Commercianti in sete, si trasferirono a Venezia nel 1112, e qui costruirono Palazzo Martelli, rinominato Palazzo del cammello per via di un bassorilievo raffigurante l'animale.

La leggenda racconta che il palazzo, a partire dal 1757, fosse infestato dai fantasmi. Per diversi giorni e sempre alla stessa ora, i campanelli interni delle camere pare suonassero contemporaneamente, suscitando il terrore degli abitanti del palazzo. Si decise, allora, di chiamare il cappellano di S. Fantin che fece un esorcismo e tutto finì.

Chiesa dell'Abbazia della Misericordia

Proseguendo la passeggiata tra le calli misteriose della Venezia minore, imboccate calle Larga e proseguite dritti fino in Fondamenta della Misericordia. Qui girate a sinistra  e percorrete la fondamenta fino alla fine.
Prima del ponte rivolgete lo sguardo alla vostra sinistra. Scorgerete una piccola meraviglia, un po' defilata rispetto ai palazzoni e alla Scuola di Santa Maria della Misericordia, che la sovrastano.

Si tratta della Chiesa dell'Abbazia della Misericordia.
L'aspetto attuale della piccola chiesa, che in origine aveva una struttura bizantina, risale al XIII secolo ed è in stile gotico veneziano.
È costituita da un'unica navata e la facciata, a capanna, con finestre ed un importante rosone, venne rifatta nel 1650. La chiesetta purtroppo è chiusa dal 1969.

Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

Ritornati in fondamenta della Misericordia, attraversate il ponte e arrivate in Fondamenta San Felice. Percorretela tutta fino a ritornare sulla strada principale, la Strada Nova.

Girate a sinistra, passate il ponte di San Felice e proseguite fino al campo dei Santi Apostoli.
Per evitare la folla vi consigliamo di continuare dritti, attraversare tutto il campo dei Santi Apostoli e proseguire lungo il campo dietro la chiesa.
Attraversate il campo in diagonale per poi imboccare la calle che troverete davanti a voi. Fatela tutta, quondi girate a destra e subito dopo a sinistra, fino a sbucare in campiello de la Cason. Costeggiate il campo e prendete la calletta di fronte a voi. Superate il ponte, ricordando di toccare i ganci di ferro che si trovano a circa 2,5 metri di altezza sulla vostra sinistra. Dicono che porti fortuna.

Superato il ponte, vi troverete in campo San Canciano. Proseguite dritti e alla fine della strada girate a sinistra. Siete in campo Santa Maria Nuova.

Alla vostra destra scorgerete la splendida chiesa di Santa Maria dei Miracoli.
Nota per essere comparsa più volte nel film Pane e Tulipani (lì accanto c'era la botteguccia della protagonista), è davvero un capolavoro di architettura rinascimentale e di sfarzosità.

Ciò che colpisce sono i rivestimenti esterni in marmo policromo a riquadri, a croci, a stelle, a ruote, come li descrive il Lorenzetti nella sua Venezia e il suo estuario. Guida storico-artistica, Venezia 1926.

L'interno non è da meno: un'unica navata con volta a botte decorata a cassettoni, un presbiterio sopraelevato decorato con eleganti statue, gradini bianchissimi sui quali corrono splendide balaustre, il tutto in marmo policromo, opera di Pietro Lombardo insieme ai figli Tullio e Antonio.

Sestiere di Castello

Campo San Giovanni e Paolo - Scuola di San Giorgio degli Schiavoni - Arsenale
Campo SS. Giovanni e Paolo

Santa Maria Nova è l'ultimo campo del Sestiere di Cannaregio. Procedendo per la Fondamenta del Piovan e quindi per calle Larga Giacinto Gallina si arriva infatti in campo SS. Giovanni e Paolo, nel sestiere di Castello, la coda del pesce.

Venendo dal ponte, a sinistra c'è la Scuola Grande di San Marco ora sede dell'Ospedale Civile di Venezia.
Di fronte la straordinaria chiesa di SS. Giovanni e Paolo.
Al centro il monumento al Colleoni, l'unico monumento equestre di Venezia...
In realtà a Venezia ce ne sono due monumenti equestri, ma il monumento a Vittorio Emanuele a San Zavìccariai non fa testo per i veneziani, perché nonappartiene alla storia della Serenissima Repubblica di Venezia! Anzi è considerato un abuso :)

La chiesa dei SS. Giovanni e Paolo (San Zanipolo per i veneziani) è tra gli edifici medievali più imponenti della cittò. Ha facciata altissima tripartita, uno enorme rosone centrale e due occhi laterali più piccoli.

La parte bassa della facciata ha sei grandi nicchie gotiche che custodiscono alcuni sepolcri.
Il portale è ornato da sei colonne in marmo.
Tre edicole poste sulla sommità della facciata sono dedicate ai santi domenicani San Tommaso d'Aquino, San Domenico e San Pietro Martire.

Meravigliose anche le fiancate della chiesa che si affacciano sul campo, alla base delle quali si può ancora vedere com'era fatta la pavimentazione della Venezia medievale.

La chiesa ha pianta a croce latina con transetto e tre navate, colonne altissime e altissime volte gotiche, collegate da tiranti in legno.

Anche qui numerosissime sono le opere di famosi pittori e scultori: Giovanni Bellini, Pietro Lorenzetti, Pietro Liberi, Leandro da Bassano, il Padovanino, Vivarini, Palma il Giovane, Guido Reni, Pietro Lombardo.

La leggenda della pietra rossa in Corte Nova

Dal campo SS. Giovanni e Paolo si prosegue verso est prendendo la Barbaria delle Tole. All'inizio di questa strada sulla sinistra potrete ammirare il complesso delle absidi della chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, con eleganti e slanciate finestrature gotiche.

Poco più in là, sorge la chiesa dell'Ospedaletto, un bellissimo esempio di barocco, immerso tra le viuzze di una città che non finisce mai di stupire.

Alla fine della Barbaria delle Tole arrivate in un piccolo campo che attraverserete tenendo la destra, per infilarvi in Calle Zen, passare il ponte di santa Giustina e quindi arrivare in campo Santa Giustina.

Superate il ponte e la calle del Fontego, girate a sinistra e subito a destra, imboccando calle Zorzi. Di fronte a voi vedrete un sottoportico che vi conduce in Corte Nova.

Vale la pena fermarsi un attimo nel sottoportico e guardare per terra. Vedrete una pietra di marmo rosso che gli abitanti della zona si guardano bene dal calpestare.

La leggenda racconta che durante la peste del 1630 la Corte Nova fosse stata risparmiata dalle piaghe e che la pietra rossa testimoni il luogo in cui la peste si fermò per intervento della Vergine Maria.

E infatti, sollevando la testa prima di entrare nel sottoportico, un'iscrizione così recita: Vergine Santissima Maria della Salute che replicate volte serbaste immune questa corte...

Purtroppo il sottoportico è stato abbandonato a sè stesso, dopo la morte del signor Alfredo che per anni si dedicò alla conservazione delle opere, ora trafugate, e alle periodiche ridipinture.

La Scuola di San Giorgio degli Schiavoni

Superato il sottoportico, entrate in Corte Nova. A destra prendete il ponte e percorrete la Fondamenta San Giorgio degli Schiavoni.
Forse troverete l'ambiente vagamente familiare. Anche questo è uno dei luoghi teatro del film Pane e Tulipani.

Percorrete tutta la fondamenta fino a raggiungere il ponte successivo che vi conduce in calle dei Furlani. Ai piedi del ponte, sulla sinistra, sorge la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni.

La Scuola è nota anche col nome di Scuola Dalmata di San Giorgio e Trifone. Scuola di mestiere e di devozione, è sede di una bellissima pinacoteca che conserva il ciclo del Carpaccio.

Le relazioni commerciali tra Venezia e la Dalmazia furono molto strette e molti dalmati, chiamati dai veneziani Schiavoni, si trasferirono in città raccogliendosi in confraternita sotto la protezione dei loro Santi Giorgio, Trifone e Girolamo.
All'inizio del 1500 la confraternita eresse l'attuale Scuola, che ospita il ciclo di pitture carpaccesche dedicate alla storia dei santi protettori dei Dalmati.

L'Arsenale

Volgendo le spalle alla Scuola, prendete la Fondamenta dei Furlani e arrivate in Salizada Sant'Antonin. Da qui proseguite a sinistra percorrendo tutta la salizada che va ad incrociare la Salizada del Pignater, sulla sinistra. Percorretela girando poi alla seconda calletta sulla destra. Alla fine della calletta girate a sinistra, in calle del Pestrin e alla fine girate a destra. Superate il ponte di ferro e proseguite tenendo la chiesa di San Martino sulla vostra destra. Andando dritti arrivate in campo all'Arsenale.

Cuore della potenza navale veneziana a partire dal XII secolo, l'Arsenale copre un'area enorme all'interno della città.

Al massimo della sua potenza, l'Arsenale riusciva a produrre 300 navi all'anno, quasi una al giorno, grazie al lavoro di circa 17.000 maestranze (gli arsenalotti).

Oggi l'Arsenale viene utilizzato solo in piccola parte per attività cantieristiche, e soprattutto come sede di esposizioni.

Per una storia dell'Arsenale, vi consigliamo l'interessantissimo libro di Filippo Maria Paladini, Arsenale e museo storico navale di Venezia. Mare, lavoro e uso pubblico della storia, Il Poligrafo, 2008.

3° giorno

Visita alle isole di Murano, Burano e Torcello

Fondamente Nuove
  • vaporetto LN: Murano, Mazzorbo, Burano, Torcello

Da Piazzale Roma si raggiungono le Fondamente Nuove in vaporetto (linea 41) o a piedi.

Il percorso a piedi è abbastanza semplice. Da Piazzale Roma si va alla stazione dei treni e da lì si prosegue lungo Lista di Spagna e poi si percorre tutta la Strada Nuova fino a campo Santi Apostoli.

In campo Santi Apostoli si gira a sinistra fino a raggiungere campo dei Gesuiti e da lì in pochissimi minuti si arriva alle Fondamente Nuove.

All'imbarcadero delle Fonamente Nuove cercate la linea LN (Linee Lagunari). Questa vi condurrà alle tre isole di Murano, Burano e Torcello.

Di solito la visita alle isole dura una giornata.

A Torcello è d'obbligo "conquistare" (e scoprirete perché...) il trono di Attila e occuparlo solo per qualche minuto, sennò rischiate il linciaggio. 

A Burano non potete non comprare i famosi bussolai buraneli, squisiti dolci di pasta frolla tipici dell'isola.

Su Murano, beh, a voi la scelta. Solo l'imbarazzo potrà frenarvi.

 

Itinerari personalizzati

Per i nostri ospiti organizziamo tour in gondola e itinerari personalizzati in base al tempo disponibile e alle preferenze.

Il nostro staff è a disposizione per fornire tutte le informazioni per effettuare escursioni nelle isole di Murano, Burano e Torcello.

Presso la reception i nostri ospiti troveranno piantine della città e materiali su eventi e spettacoli a Venezia.

Hotel Tiziano

Dorsoduro, 1873
30123 Venezia (VE) Italy

T. +39 041 2750071
F. +39 041 2756312

info@hoteltizianovenezia.it




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